"AL magazine" Settembre 2000 Intervista by Beat 1
PuazzeCrew è uno dei gruppi che si sta distinguendo in Italia per professionalità e profonda conoscenza della doppia h. Si tratta di un gruppo che oltre a rappresentare tutte le 4 discipline (rappano, ballano, dipingono e creano beat), si impegna nella diffusione dell'Hip Hop come cultura e stile di vita organizzando jam o spingendo le nuove leve. La crew di Pulcinella ha recentemente prodotto un lp - "Puazze Show" - ed un video clip completamente dedicato all'electric boogie ed al breaking. Nella costante ricerca del beat perfetto, godiamoci Io show, anzi il Puazze Show.
Se doveste definire il progetto Puazze Crew?
MSV: Puazze Crew vuole essere una comunità di persone che crede nelI'Hip Hop e che, attraverso questa cultura, intende praticare le sue dottrine, diffonderle, celebrarle, quindi non semplicemente un business, bensì una crescita individuale e collettiva, intellettiva ed artistica. Oggi siamo in undici, magari un giorno saremo molti di più o di meno, ma sicuramente la Puazze continuerà a percorrere la sua strada senza porsi alcun limite.
FA'73: Dal punto di vista musicale con "Puazze Show" abbiamo voluto creare qualcosa di diverso, una linea parallela ai canoni dell'Hip Hop italiano; questo perché pensiamo che utilizzare altre sonorità non danneggi tutto ciò che è il contesto dell'Hip Hop, anzi può soltanto evolverlo in maniera positiva.
La vostra crew è composta per lo più di ballerini di Electric Boogie. Il livello a mio avviso, è il più alto d'Italia. Com'è nata questa passione per l'electric dato che la maggior parte dei ragazzi che si avvicina alle danze Hip Hop sceglie il breaking a terra?
MAGOO: Abbiamo iniziato a ballare nella prima metà degli anni 80, qui praticamente tutti facevano Electric Boogie. Si ballava senza approfondire molto quello che si faceva, c'interessava solo ballare. Credo che poche persone si possano avvicinare seriamente al Boogie perché ci vuole una concezione di ballo diversa da quella che serve ad un b-boy.…. Ballare in piedi significa creazione diretta in quanto i passi di riferimento sono di meno, significa mimo, interpretazione... Il contatto con il mondo esterno è diverso. La tecnica richiesta non comprende nessuna predisposizione fisica, solo tanta creatività.
FA'73: II breaking a Napoli non si è sviluppato rapidamente come nelle altre città.… Dopo la prima ventata anni '80 è stata veramente dura continuare. Io, Magoo e Justy formammo gli Energy Accumulators e ci specializzammo soprattutto nell'Electric Boogie. In ogni caso possiamo dire che la Puazze, oggi, viene ispirata dall'ascolto del 'vecchio' funk, dalla nuova scuola dell'electro break fino a toccare la bass music... Cogliere l'energia di questi stili e raggiungerne il feeling è sublime.
Dal punto dl vista manageriale siete ben organizzati. Avete uno studio grafico che vi supporta, un'etichetta discografica, canali distributivi indipendenti. Come si autogestisce una crew nella jungla dello show business?
MSV: Questa crew nella giungla si gestisce con ogni mezzo, ma gli ostacoli sono infiniti, conta molto la caparbietà, bisogna insistere con i più potenti, bisogna navigare nella fogna dell'ignoranza italiana per approdare su piccole isole, cercando di porre da li pilastri e poi via via costruire qualcosa di sempre più grande.
Ho avuto il piacere di essere stato ospite - insieme a Passo Sul Tempo e Double B Rockers - del vostro primo video clip completamente dedicato alle danze Hip Hop. Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato? Chi ha finanziato il clip? E cosa avete imparato da questa esperienza?
MAGOO: Prima di tutto grazie mille Fightin' Soul! Comunque l'idea mi è venuta quando ho iniziato a pensare di fare un video a basso costo, senza montaggi ipercostosi, effetti speciali ed altro... L'idea è stata quella d'incentrare il video su un filo conduttore tale da attirare l'attenzione della gente... lo sono un breaker quindi potevo partorire solo un video che trattasse di breakin'. Quando ho proposto l'idea è piaciuta ed io ed Msv abbiamo sviluppato intensamente la grezza idea di fondo. Ho fatto uno storyboard e dopo una ricerca dei mezzi tecnici è iniziata la produzione...
MSV: Le difficoltà sono state quelle di sempre... economiche! Il video viene finanziato da Black Needle e Puazze Crew, quindi anche se con budget al minimo, non ci si arrende.
BMX: Il confronto con altri b-boy, come quello venuto fuori sul set, è sempre positivo se lo si affronta con lo spirito giusto e con la dovuta umiltà. E' stata un'esperienza non solo nel ballare ma anche nell'organizzare e nel gestire situazioni anche difficili, vista la scarsità di fondi; ciò ti porta ad ottimizzare al meglio le energie per ottenere dei grandi risultati.
"Funky For B-Boy" rappresenta una scelta difficile, per il primo video avete utilizzato un pezzo electro e non una canzone più vicina al gusto delle 'masse'. Qual è l'idea di fondo che vi ha fatto scegliere questa traccia?
MSV: Il nostro album spazia tra le diverse sonorità dell'Hip Hop senza però scadere mai nel commerciale mirando all'essenza e alla cultura... potevamo scegliere un brano rappato magari uno più vicino al gusto popolare, ma sinceramente non ci allettava affatto l'idea del solito video con primi piani, pose fasulle, soldi, femminoni, sculettanti... Magari un'altra volta, magari il prossimo... Abbiamo voluto iniziare con qualcosa di genuino, con un brano originale, più difficile, ma valido e con il "Funky Per Il B-boy" si celebra lo street dancer ed il cerchio in cui vive, una dedica a tutti coloro che si distruggono fisicamente, che gioiscono danzando, che più spaccano ma che vengono poco considerati restando, salvo pochi casi, solo delle ombre sconosciute.
La grafica del vostro cd mi ha colpito molto. All'interno si può vedere un confronto grafico tra le discipline Hip Hop ed antiche pratiche di strada della tradizione napoletana riconducibili alla vita dello scugnizzo. Come avete scelto queste associazioni? Cosa volete rappresentare?
MAGOO: Ehmm... Si potrebbe parlare per giorni interi di questo argomento... diciamo che come grafico del gruppo l'idea è nata da me, ma molto prima che ci fosse un disco... Msv aveva avuto un'idea, ma discutendone proposi d'allacciarsi alla cultura napoletana di strada, cioè la realtà in cui tutti ci trovavamo, confrontandola con la cultura d'oltreoceano; le attinenze ci sono tutte, perlomeno a livello ideologico. Abbiamo scelto le associazioni sviscerando le varie pratiche, cercando di trovare dei presupposti di partenza comuni… In ogni caso c'è stato uno studio molto profondo.
MSV: Come tutto il progetto "Puazze Show", anche la grafica rappresenta una celebrazione dell'Hip Hop, ma anche un contributo all'Hip Hop visto dagli occhi della Puazze e quindi dagli occhi di Napoli. La nostra città come I'Hip Hop ha sempre prediletto la 'vita di strada'...
BMX: In realtà il b-boy è uno scugnizzo e come lo scugnizzo cerca di far valere la propria personalità e la propria entità per uscire dal ghetto.
Ho notato come a Napoli Puazze Crew spinge le nuove leve. Ad esempio ho visto che promuovete nelle vostre serate un gruppo di breaker emergenti come i Double B Rockers. Spesso i 'principianti' vengono quasi snobbati dai più esperti che non gli degnano d'attenzione. Cosa ne pensate di questo atteggiamento e qual è il vostro?
MAGOO: Posso dire di essere stato molto vicino alle nuove leve della mia città, soprattutto ai breaker. Ho sempre cercato di fare capire la cultura prima di tutto. Quella del b-boy è una condizione mentale che si deve acquistare prima di pensare a fare i giri o le evoluzioni. Dico sempre che l'Hip Hop e quanto ne consegue sta in testa, nel cuore e non nei piedi. Il mio obiettivo primario era quello di diffondere l'Hip Hop per le mie conoscenze, ma volevo anche che a Napoli si formasse una scena di breakin' perché fino a quattro anni fa ballavamo in quattro...
FA'73: La Puazze in questi anni ha sempre dimostrato di avere una mentalità di rispetto ed umiltà verso tutti non ha mai avuto problemi con nessuno, abbiamo preferito vivere questa cultura appassionatamente insieme e creare un qualcosa, appunto il nostro cd ed i nostri live vedono anche la partecipazione di artisti emergenti come la Fuossera, i quali stanno venendo fuori grazie anche al nostro aiuto.
Scazzi sì, scazzi no,.. mi sembra che la scena italiana stia vivendo un momento di rilassamento generale. Siete d'accordo?
FA'73: Questi scazzi, queste invidie e questi problemi sono veramente la rovina di questa cultura, ognuno deve crescere con una certa mentalità e responsabilità, prima di tutto perché l'Hip Hop è una sfida prima con se stessi e poi con gli altri e secondo la competizione non deve nascere perché magari ci si guarda storto o per sentito dire: 'quello mi sparla, gli faccio vedere io...' ma è solamente dimostrazione di ciò che uno sa realmente fare, sul pavimento, sui muri, col microfono e ai piatti.
Ho sentito critiche ad uno dei padri dell'Hip Hop nonché fondatore della Zulu Nation, Afrika Bambaataa, perché attualmente si dedica sul piano musicale alla produzione di dischi riconducibili al genere house. In un videoclip al quale ha partecipato ha utilizzato i New York City Breakers su dei beat al di fuori degli standard dell'hh. Cosa ne pensate di queste scelte? Queste critiche sono giustificabili?
MSV: Queste sono le critiche di chi non capisce e non sa che Bambaataa, oltre ad essere il 'padrino dell'Hip Hop è anche stato colui che ha trasformato il dj in musicista percorrendo un'evoluzione che ci porta fino ad oggi, dove l'Hip Hop ha dato vita ad infinite sonorità tra cui la stessa house o techno ed ha contaminato tutta la musica della nostra generazione. Tu citi il video di "Africa Shok" dei Leftfield, un gruppo che produce musica elettronica e che, con il featuring di Bambaataa, ha fatto un brano electro-breakbeat a circa 135 bpm, una sonorità che non rappresenta altro che l'evoluzione dell'electro funk dei primi anni Ottanta ed una produzione di tipo più britannico e/o europeo che non statunitense dove invece il 70% delle produzioni Hip Hop sono rap o R&B a non più di 105 bpm... Il contributo dei NYCB non mi sembra casi fuori luogo, lo trovo assolutamente più coerente e celebrativo di Puff Daddy che storpia Planet RocK e i Public Enemy nel suo video di 'Public Enemy 2000'.
Restando in tema Bambaataa, ricordo una sua frase che mi ha colpito tantissimo: "L'Hip Hop è come l'energia, non muore cambia solo forma". Con questa parole giustificava la necessità per l'Hip Hop di costante cambiamento stilistico pena la sua rovina. Certi però sembrano aver estremizzato queste parole arrivando a stravolgere i canoni della nostra cultura. A Londra ad esempio molti chiedono che la musica 'garage' venga riconosciuta come parte dell'Hip Hop (vedi il video dei Bomfunk Mc's con un totale di breakers). Cosa ne pensate?
MSV: Riallacciandoci a ciò che si diceva prima, l'Hip Hop col tempo ha fatto sviluppare diverse realtà musicali in giro per il mondo, oggi ad esempio a Londra per lo più si produce drum'n'bass, break beat, two step e simili che provengono dall'Hip Hop, ed è ovvio che secondo dove ti sposti, troverai i sound più adeguati al posto in cui sei... Ad esempio ho visto a Londra club dove passavano drum'n'bass e su quei beat c'erano mc che rappavano in freestyle con alta tecnica.. Senti spesso con questa roba suoni 'acidi', i cosiddetti tweakers, ma che non sono sufficienti a far perdere il funky flow che di base spacca. In America c'è la Miami bass che viene dall'electro ed è musica piena di rap e scratch. Si è roba più club e più ballabile ma in ogni caso Hip Hop... In sostanza non conta che tipo di Hip Hop fai, ma conta quanto lo fai e come lo sai fare... esistono quattro discipline base per questa cultura: rap, scratch, breaking, graffiti, il resto lo fai tu e quanto più sarà funky, più sarà groovy e stiloso, quanto più ci crederai più il livello sarà alto.
FA'73: Io ricordo anche un'altra fase di Africa Bambaataa che uscì proprio su AL, dove rivolgeva un messaggio a tutti i b-boy: "Ascoltate tutto l'Hip Hop, da quello east a quello west, quello veloce, quello lento, quello sperimentale...". Beh detto da uno dei padri fondatori di questa cultura, il messaggio penso sia chiaro.
Red-D: Come tutte le culture che si rispettino anche l'Hip Hop ha fatto sorgere questioni e questo non può che farci onore perché vuol dire che la base è ben più spessa di quanto possa sembrare... Ora rispettando i vari gusti ed i punti di vista, vorrei portare un esempio che almeno a me ha fatto riflettere molto: a New York ho visto footwork di stile su un'electro hardcore e boogie boys ballare sulla drum'n'bass perché istintivamente spinti dal flow e dalla potenza dei beat, ora non so quanti appellativi si possano dare all'Hip Hop, sta di fatto che se lo vivi, poi lo riconosci perché è l'unito in grado di trasmettere questi tipi di impulsi e sensazioni.
Com'è andato il party del vostro quarto anniversario?
FA'73: "E' stata una bellissima serata dove abbiamo celebrato il nostro quarto anniversario come Puazze Crew in un bel locale all'aperto, nei pressi di Napoli. Oltre ad amici, b-boy e nomi illustri della scena partenopea, c'erano anche molte persone che si avvicinavano per curiosità, visto che il locale è frequentato di solito da gente che va a ballare la 'commerciale' o 'latino americano', ma poi restavano per assistere alla rappresentazione delle quattro arti. Si perché a dare una mano alla Puazze ci sono stati: Sha One, Joel+il Moro, Fuossera e Lotto Nero Klan che si sono esibitì. Grande merito ai tre dj della serata: Dj Frankie B, Dj Fresella e il nostro Granstà Msv, che hanno fatto ballare i breakers ed il resto della gente. Un grazie a Norvi che ha rappresentato il writing e agli altri esponenti della scena che sono stati presenti come Paki, Knut, Nutella, Luna, Daiana, Cyop... e grazie anche a chi non è potuto più venire... I momenti più belli? Quando, durante la selezione musicale, si riempiva la pista di b-boy e gente comune e poi quando nel cerchio, oltre a noi, si sono aggiunti altri due breaker della Old School partenopea: Sha One ed Electric Joe... Onore alla vecchia scuola